Alberto Romaniello- Reportage dalla sfilata delle maschere lucane di Carnevale a Satriano

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Alberto Romaniello- Reportage dalla sfilata delle maschere lucane di Carnevale a Satriano

 

Con un appello a dir poco movimentato, inizia alle 12:17 del 24 febbraio il secondo viaggio del gruppo di alternanza scuola-lavoro verso Satriano di Lucania, questa volta per assistere alla sfilata delle maschere carnevalesche, provenienti da tutta la regione, che si terrà nel pomeriggio.

Dopo esserci lasciati alle spalle il liceo, mentre ancora procediamo con il bus nel traffico cittadino, ci dedichiamo a foto di gruppo e cori originali, oserei dire inediti. Usciti dalla dimensione urbana ed imboccata l’autostrada, iniziano a sentirsi gli effetti del tettuccio aperto, unico rimedio contro il caldo di febbraio (strano a dirsi e sentirsi); ma noi non ce ne importiamo, presi da spensierati e allegri giochi di gruppo.

Alle ore 12:31, il professor De Lisa si alza dal suo posto e si dirige verso noi alunni, con l’intento di illustrarci a grandi linee il programma del pomeriggio che trascorreremo insieme: dopo un lauto pasto (“mangiatoria”) saremo messi alla prova nel documentare passo dopo passo gli eventi di festa che avverranno, agendo in gruppi, in modo così da non perdersi nulla, per il nostro lavoro di “ricerca”.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la nostra reazione a questo prospetto degli impegni è determinata, sappiamo fin dall’inizio di questo progetto che ci sarà da impegnarsi; infatti, Mirella afferma convinta: “Prof, siamo carichi… ma prima vogliamo mangiare”.

Ed è proprio questo il nostro primo pensiero, quando scendiamo dal mezzo alle 12:50 circa. Ad accoglierci è di nuovo Bosco Ralle, con la sua area da pic-nic, come quasi due settimane fa, ma questa volta il clima è più mite e ameno.

E, mentre ci incamminiamo per raggiungere un posto dove allestire il “banchetto”, decidiamo di effettuare un “fuori pista”; freschi di sapere letterario, alcuni di noi commentano: “La diritta via era smarrita”.

Ci intratteniamo, quindi, per un po’ nel faggeto, impiegando il nostro tempo con un pranzo che non dimenticheremo facilmente, perché il giusto connubio tra convivialità e buon cibo: da quello più industriale ai sapori caratteristici lucani- come il provolone o la salsiccia- e ai dolci casalinghi, tra cui le “chiacchiere”, tipiche carnevalesche e mai come oggi perfettamente a tema.

A conclusione del pasto, alcuni di noi iniziano a praticare un gioco molto diffuso da queste parti, soprattutto a stomaco pieno: la morra, i cui suoni invadono tutto il bosco, assieme alle canzoni popolari intonate durante la discesa che ci riporta all’autobus.

Alle ore 14:06, quindi, ripartiamo alla volta del paese, per assicurarci un buon posto ed assistere ai preparativi della sfilata.

La prima mossa è raggiungere il “Parco Spera”, così intitolato in nome della cittadina di Satriano che strappò quest’angolo di bosco alla cementificazione, e dalla quale dovrebbero partire alcuni figuranti, dopo i preparativi. Qui, però, non troviamo l’ombra di nessuno, così proviamo a dirigerci in centro, ripercorrendo- dopo alcuni giorni- il corso, in cui regna ancora un’atmosfera pacifica e rilassata, quasi da “sonnellino”, e nel quale abbiamo modo di provare le nostre fotocamere e osservare ancora i particolari murales, raffiguranti l’emigrazione, che pullulano in tutto il paese.

Poi, ci inoltriamo nei vicoli e presto raggiungiamo una grande piazza, il fulcro della festa, in cui siamo accolti con tarantelle e suoni caratteristici; un organizzatore coinvolge alcuni di noi per farli mascherare di edera e, come ci racconteranno, sarà un’esperienza particolare, seppur un po’ “stretta”.

Iniziano a comparire le prime maschere tipiche locali, come “urs” e “rumit”, tra i quali scorgiamo anche i nostri compagni.

Sono le 15:22 quando compaiono le maschere da tutta la regione per una prova generale, accolte da un caratteristico frastuono.

Tutti noi stiamo aspettando che le telecamere del programma di Rai uno “la vita in diretta” inizino a riprendere, quando -in pochi minuti-  il cielo si rannuvola. Il bel sole della mattinata è solo un ricordo e sembra stia per piovere.

Il collegamento con Roma è inoltre reso difficoltoso dall’assenza di una rete potente a Satriano, che costringe gli organizzatori a far spegnere a tutti i cellulari (impresa non proprio semplice), se si vuole riuscire a trasmettere.

Alle 16:04 iniziano ufficialmente la diretta TV e la sfilata, sotto una pioggerellina che sarà una costante di tutto il pomeriggio.

Quando il collegamento è terminato, i figuranti iniziano a percorrere le vie del paese, e noi con loro, per poter documentare ed immortalare queste tradizioni; seppur all’inizio un po’ spaesati e incerti sul da farsi, poi tutti noi- divisi in gruppi- iniziamo le nostre ricerche, non sempre facili; ad esempio, coloro incaricati di seguire il carnevale di Aliano non riescono a trovarlo perché questo, pur essendo presente, ha rinunciato a sfilare, giacché la pioggia potrebbe rovinare i costumi.

Il pomeriggio passa, quindi, plumbeo e piovoso, ma curiosi e mascherati non si scoraggiano, soprattutto questi ultimi, i quali non rinunciano a spaventare il pubblico, soprattutto gli “urs”, con le loro urla imprevedibili.

Tutti, tra figuranti, locali ed organizzatori, ci concedono interviste sul carnevale a Satriano, la sua tradizione e le sue maschere; così, assieme alle tante fotografie scattate, ricaviamo materiale interessante e utile ai fini del nostro lavoro.

Poco dopo le 17, ci ritroviamo quasi tutti nella piazza da dove eravamo partiti, sempre circondati da quell’atmosfera di festa che ha caratterizzato tutto il pomeriggio e che non è mai andata via.

Sono le 18:01 quando, dopo aver lasciato il centro del paese, ancora “ebbro” di mille suoni, ripartiamo con l’autobus alla volta di Potenza, mentre anche le ultime luci del giorno si spengono.

Il professore, in conclusione della giornata, ci spiega che è stata una sfilata particolare, una specie di esposizione di tutti i carnevali della Basilicata, e ci svela il vero motivo di questo viaggio: vedere finalmente dal vivo le maschere che poi studieremo e sulle quali realizzeremo qualcosa di originale.

Durante il viaggio ritorniamo alla solita routine: cellulari, voci, foto, ma soprattutto canzoni popolari, con le quali spesso abbiamo concluso il tempo passato insieme. Il viaggio passa veloce e tutti siamo in qualche modo contenti del pomeriggio diverso passato insieme. Magari un po’ stanchi, ma indubbiamente contenti.

Alberto Romaniello


REFERENTI DEL PROGETTO DI ALTERNANZA DEL LICEO SCIENTIFICO GALILEI DI POTENZA PER UN MUSEO VIRTUALE DELLE MASCHERE E DEL TEATRO:
ANTONIO DE LISA, GRAZIA LEOCI, ROCCO DELLE DONNE

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MUSEO VIRTUALE DELLE MASCHERE E DEL TEATRO POPOLARE

MASK VIRTUAL MUSEUM

https://museodellemaschere.org/

E-mail: museomaschere@gmail.com

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